In contemporanea con il primo concorso fotografico lanciato da SlowTravel – http://www.slowtravel.it/st_contests/concorsi_it.php – segnaliamo la mostra fotografica in svolgimento,  fino al 26 novembre 2017, a Cagliari nel Palazzo di Città del capoluogo sardo: Paesaggio e identità. Storie di luoghi, di donne e di uomini.

Nel rinnovato edificio che fu sede municipale, fin dal Medioevo, lo slowtraveller potrà farsi suggestionare dalle opere della Magnum Photos.  La più nota agenzia fotografica al mondo presenta gli scatti realizzati in Sardegna dai suoi maestri: Henri Cartier-Bresson e David Seymour – fondatori della Magnum – Bruno Barbey, Werner Bischof, Leonard Freed, Ferdinando Scianna. Ad esse sono affiancate le opere realizzate dai più noti maestri della fotografia sarda in una rappresentazione personale delle proprie radici isolane: Foiso Fois, Hoder Claro Grassi, Aligi Sassu, Ubaldo Badas, Giuseppe Biasi, Pietro Antonio Manca, Stanis Dessy, Melkiorre Melis, Costantino Nivola e Pinuccio Sciola.

L’esposizione presenta immagini scattate tra gli anni 1950 e 1960 che immortalarono l’Isola non come destinazione ma come ricerca di identità nel legame tra i luoghi e chi li vive: donne, che trasportano in testa corbule o brocche; il lavoro solidale nei campi di bestie e umani, uniti dalle medesime fatiche; le misere ma dignitose abitazioni in pietra del centro Sardegna che diventano grotte nel capoluogo sardo; i mercati all’aperto con i soli prodotti del luogo; il lavoro delle donne, filatrici o benzinaie a Desulo; le feste popolari e le straordinarie immagini di Sant’Efisio; il contrasto tra la povertà assoluta e il busto e le mani della donna di Quartu, coperti d’oro e di monili preziosi. Immagini che documentano il passaggio fra una cultura quasi immutata da millenni e la “modernità”.

Nel secondo dopoguerra, la rivalutazione degli studi sul folklore e sull’etnografia richiamarono in Sardegna studiosi e reporter da tutto il mondo. È il 1950, quando Werner Bischof documenta per il settimanale “Epoca” la durezza e l’arretratezza del lavoro nel Campidano di Cagliari e nell’Iglesiente. David Seymour, interviene nel 1954, raccontando la profonda devozione dei sardi verso il martire Efisio. Nell’estate del 1962 Henri Cartier Bresson giunge nell’isola su incarico di “Vogue” ed esegue un reportage tra Cagliari e la Barbagia divenuto pietra miliare della fotografia internazionale ed esposto nelle gallerie più prestigiose del mondo.
Il primo reportage sardo di Bruno Barbey risale al 1964 e, negli anni seguenti, altri reporter della Magnum si alterneranno sul suolo sardo, tra cui Ferdinando Scianna nel 1969.

Si inseriscono in questo dialogo di immagini, gli scatti dei “riti” senza tempo di Giuseppe Biasi, Mario Delitala e Pietro Antonio Manca, Maria Lai e Pinuccio Sciola, l’ironia tagliente di Tarquinio Sini, le sintesi plastiche di Italo Agus, i bagliori infuocati di Foiso Fois, l’afflato surreale di Hoder Claro Grassi, l’originalità di Costantino Nivola in grado di raccontare l’Isola attraverso un linguaggio unico e originale.

Tutti pronti a immortalare il volto autentico della Sardegna!

Si sottolinea un elemento di pregio della mostra: la stampa in grande formato delle immagini eseguita dalla stessa Magnum partendo dai negativi originali ma anche il documentario di Fiorenzo Serra che mostra “in movimento”, la medesima vita sarda colta dagli scatti d’autore.

Nello slowtraveller l’esposizione susciterà la voglia  di scoprire una terra ricca ed inesplorata ove trovare scatti avvincenti ed emozianti che potranno essere condivisi e messi in competizione nel primo concorso fotografico di SlowTravel “viaggio intorno al viaggio slow”

Chiuso il lunedì – aperto tutti i giorni:

dal 15/9 al 14/6 orario 10:00-18:00
dal 15/6 al 14/9 orario 10:00-21:00